Non sono l’unica ad averlo pensato, vero? Cioè: che anche lui butta via tutto, quando invece la possibilità di recuperare ce l’ha, ma la rifiuta secondo coscienza, perché l’autodistruzione è scritta nei suoi geni, è appiccicata ai suoi capelli ossigenati, scorre nelle sue gambe magre, si nasconde dietro i suoi occhiali, lo placca dietro al bancone del supermercato, lo avvolge nella sala da ballo dove per la penultima volta è davvero felice, lo stordisce nelle serate allo strip club, lo chiude dentro al furgoncino dormitorio e gli fa esplodere il cuore sul ring, orso in bilico sulle corde.
Guardate, secondo me The Wrestler di Aronofsky se anche fosse stato più asciutto di quanto già non sia (= un po’ meno di Evan e un po’ meno di Marisa, magari un pelo più “raccontate” e un pelo meno viste), ne avrebbe addirittura guadagnato. [per i più distratti: sì, ho messo “Marisa” e “pelo” nella stessa frase]
Comunque son finezze, il film funziona, ti tritura le budella a dovere, trova sulla sua strada una delle scene di sesso più desolanti che ricordi e riesce persino a farmi piacere qualcosa dei Guns and Roses.
Chiedo solo: cosa è capitato in sala montaggio su quella scena dove Randy e Pam bevono insieme inneggiando agli anni ’80? Weisblum, ti è andato di traverso un salatino?
