Vi avverto: Il matrimonio di Lorna è un film che vi prosciuga di qualsiasi cosa siate in possesso prima dell’entrata sala. Qualsiasi cosa. E’ talmente potente, asciutto e terribile da rendere inutile ogni sforzo di considerare la vita degna o quantomeno sensata. Anzi no: sensata o quantomeno degna. Non è desolante come Il divo, che pure te la fa sentire l’insensatezza delle cose, ma facendoti reagire alla bolognese, con un bel “gliela do su”, è bensì deprimente come le cose deprimenti, come Rosetta, toh, e ti fa reagire solo con un “sono depresso”.
Io non so se questo cinema-verità dei Dardenne abbia un valore semiotico, fotografico, gnoseologico, metaforico, tecnico e kinematografico, però so che è cinema che leva il fiato, dall’inizio alla fine. Posso aggiungere, se volete, una miniguida alle situazioni da evitare prima di entrare in sala a vederlo, questo film, ecco, questo sì che posso farlo. Signori, non andate a vedere Il matrimonio di Lorna se siete in una delle seguenti condizioni:
- è domenica pomeriggio, piove e vivete in una città che ogni domenica pomeriggio diventa come diventano le città di domenica pomeriggio quando piove
- vi è morto il gatto
- (spoiler) fate un lavoro di merda
- (spoiler) siete emigrati in Belgio da un paese dell’est Europa
- (spoiler) siete donna
- (spoiler) vivete con un tossico
- (spoiler) avete un accordo con un malvivente italiano per far ammazzare il tossico con una finta overdose per motivi che il film spiega molto bene
- (spoiler) il tossico vi fa pena e decidete di aiutarlo compromettendo per sempre la vostra vita, salute e sicurezza in cambio di un riscatto che, essendo dentro ad un film dei Dardenne, non arriverà mai, nemmeno per la vostra coscienza
- (spoiler) capite a suon di botte morali che l’umanità e l’amore non esistono
- (spoiler) la vostra testa, al solo scopo di sopravvivere a queste conclusioni, comincia a deragliare di brutto
- non vi è piaciuto La promessa dell’assassino di Cronenberg (perché i due film si assomigliano come due cugini di 1° grado, chi l’avrebbe mai detto)
E domani mattina si torna tutti ai nostri lavori di merda. Ah. Che magnifica domenica. Ci voleva proprio.
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Sono tornata. Questa è la mia prima corrispondenza dal Lido nei panni di cineblogger, ed ho un solo obiettivo: essere breve. I film erano tanti, non sono riuscita a vedere tutti quelli che volevo (questo succede quando si ha l’accredito degli sfigati e quando si resta solo una settimana), ho preso dei sonori pacchi prediligendo cose improponibili a discapito di altre che il passaparola voleva migliori (solo chi va ai festival sa che cosa terribile è dire: “No, non l’ho visto” con la consapevolezza di essersi persi forever qualcosa di meritevole), quindi, ancor più che mai, mi limiterò a dire “questo bene, questo male, questo fa chifo, questo è stupendo”, sottintendendo il sempre sottinteso “almeno per me”. Sempre che a qualcuno interessi.
Let’s go.
Jerichow -concorso-: questo fa chifo
Do visivel ao invisivel -fuori concorso-: fa ridere
Burn after reading -fuori concorso-: fa ridere anche questo. Il film è una figata, se mi si passa il termine.
Cry me a river -fuori concorso-: Kekkoz ha detto che le riprese sul fiume sono memorabili.
Documentario sui transessuali iraniani di cui non so il titolo -orizzonti-: non fa ridere, però si fa guardare
Inju, la bete dans l’ombre -concorso-: fa chifo
Nowhere man -giornate degli autori-: insomma…
Akires to kame -concorso-: mh. l’ha fatto lui, però non è detto che agli altri interessi sempre quello che lui pensa di se stesso.
Jay -orizzonti-: questo è costruito molto bene
Lonsj (Cold lunch) -settimana della critica-: una delle cose migliori viste. Scandinavo in tutto e per tutto, quindi va bene comunque. Bello.
Plastic City -concorso-: questo fa veramente ma veramente chifo.
Nighguards -settimana della critica-: questo è uno yugoslavo che fa il Kaurismaki di Yugoslavia e non gli riesce nemmeno male.
The Burning Plain -concorso-: a me non è affatto dispiaciuto.
Z32 -orizzonti-: che palle.
Sell Out -settimana della critica-: vedere e ridere. Qualsiasi altra cosa è in più. Bravi.
L’autre -concorso-: interessante. Non è male.
Un giorno perfetto -concorso-: non è interessante. E’ male.
The Visitor -giornate degli autori-: qui mi è piaciuta molto
35 rhums -fuori concorso-: delicato. Qualcuno provi a dimostrarmi che quel padre e quella figlia non sono incestuosi.
Vicino al Colosseo c’è Monti -fuori concorso-: Monicelli si fa un giro a piedi attorno a casa sua. Mh.
Puisque nous sommes nés -fuori concorso-: non si capisce se è un documentario o real fiction, e questo non è bene.
Vegas: based on a true story -concorso-: una delle cose migliori viste. Prima ora eccezionale. Seconda parte meno eccezionale.
In Paraguay -orizzonti-: non vi ho chiesto di farmi piangere, quindi perché ci provate continuamente?
Vinyan -fuori concorso-: questo fa chifino.
Il primo giorno d’inverno -orizzonti-: questo doveva durare 20 minuti ed essere meno deprimente.
Al Lido ho visto il Conte (magnifico), Kekkoz (magrissimo), SaratheHutt (gentilissima) e Silvio Orlando (bassissimo).