"Quello che non uccide rende più strani".
Ecco, gran battuta del film. Sono seria, lo penso davvero.
Un po’ sì e un po’ no. Niente da fare: io e Christopher Nolan non siamo fatti l’una per l’altro. L’ho sospettato con Memento, l’ho capito con Insomnia, l’ho messo in discussione con Batman Begins, l’ho ripensato con The Prestige e lo ribadisco con questo po’ po’ di Cavaliere oscuro. Perché? Perché Nolan fa cinema per maschi. Secondo me lui fa cinema solo per maschi. Fa cinema con i maschi, per i maschi e sui maschi. E io resto immancabilmente estranea. Non che da Batman mi aspettassi Jane Austen, ci mancherebbe, ma ecco, io proprio trovo che lo stile di Nolan, tutto il cinema di Nolan, l’idea stessa di cinema che ha Nolan sia da maschi, e anche che la Gyllenhaal sia una donna da maschi e che tutte le donne del cinema di Nolan siano donne da maschi, come se le immaginano i maschi, e che i maschi del cinema di Nolan siano come se li immaginano i maschi e solo come se li immaginano i maschi. E io trovo che questo sia un limite. Guardare un film di Nolan è come vedere i miei compagni di classe delle elementari giocare alla lotta, chiedendo di partecipare, ma venendo sistematicamente respinta.
Già vi sento, orde di fanciulle armate di orgogliosa femminilità dirmi che 1) sono una verginella e che 2) voi siete femmine fuori dentro sopra e sotto e il cinema di Nolan a voi piace e in The Prestige c’era Pirandello e della gran susta e qui c’è il bene e il male e una città da salvare e un’umanità da decifrare e personaggi ambigui come ambiguo è il maschio. E già vi sento, orde di fanciulli armati di consapevole virilità dirmi che 1) sono una verginella e che 2) in The Prestige c’era Pirandello e della gran susta e qui c’è il bene e il male e una città da salvare e un’umanità da decifrare e personaggi ambigui come ambiguo è il maschio.
Ma io quando c’è Nolan di mezzo mi sento sempre tagliata fuori. Da lui, come se mi conoscesse personalmente e gli stessi antipatica, dal suo cinema, dalla sua personalità.
Poi oh, l’ho visto anch’io che è girato da mettere i brividi, l’ho vista anch’io la scena dell’ospedale e quell’ultima mezz’ora e quelle due-tre cosette indicibili che sono i due-tre confronti diretti fra quei due. Li ho visti anch’io. Mi son piaciuti, me li son goduti. Ma ‘sto terremoto sotto al culo che mi ero prefigurata -sospendendo per una volta il pregiudizio che vuole che Nolan non faccia cinema per me- mi è mancato.
E vi prego, ragazzi virili di cui sopra: quando baciate una ragazza, ok una mano che le accarezza la testa, ma, per pietà, l’altra mano non tenetela nella tasca dei pantaloni. Nemmeno se siete Batman.
Una roba inguardabile. Tremenda.
